I ricercatori del Centro ricerca e innovazione della Fondazione Edmund Mach, Istituto Agrario di San Michele all’Adige, hanno scoperto l’intera sequenza del genoma del melo, per l’esattezza della varietà Golden Delicious. La ricerca apre scenari rivoluzionari e il risultato è di portata mondiale. Si potranno ottenere nuove varietà e avere piante che si autodifendono dalle malattie e dagli insetti, ma anche frutti più salubri e gustosi.
I risultati del progetto, durato due anni e finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, sono riportati in un articolo scientifico firmato da 85 autori pubblicato on line ieri su Nature Genetics, prestigiosa rivista scientifica.
L’articolo sarà presentato ufficialmente, oggi in conferenza stampa, al Palazzo della Provincia di Trento, alle ore 16, presso la sala stampa. Interverranno, fra gli altri, il presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, e il presidente della Fondazione Mach, Francesco Salamini.
L’obiettivo è costituire varietà di mele che riducano gli interventi agrotecnici, realizzando così una frutticoltura più sostenibile: un filone di ricerca che l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige persegue da alcuni anni.
La scoperta, insomma, è importante anche perché la produzione di mele in provincia di Trento, interessa una superficie di circa diecimila ettari e ammonta a circa 450 mila tonnellate (2009), rappresentando il 21 per cento del mercato nazionale.


